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Della regolarità eccezionale

Compendio del recente dibattimento patafisico tra il Professor Ulrico Brücke e l’Eccelsa/o Dibattitrice/ore 6pica

 

- Eccelsa/o Dibattitrice/ore 6pica:

professore, perdoni l'interruzione ed il mio ardire, ma:

legittimata l'eccezione, la stessa perde tale accezione, e non può più rientrare nello studio della patafisica!

indi per cui il nostro paese è in "forma" la patria elettiva dei patafisici, in "atto" nulla è patafisico.


- Professor Ulrico Brücke:

Stimata Collega,

il Suo acume è delizia per il mio povero intelletto.

Tuttavia, mi vedo costretto a chiederLe un sforzo di approfondimento. Come Lei m'insegna, l'eccezione non è espressione di estemporaneità come generalmente si assume. Per dirla col Padre, le eccezioni sono rette da rigidissime leggi. Ed è proprio lo studio di tali leggi, l'oggetto della patafisica. Ove l'eccezione fosse legittimata e quindi modello, avremmo di già un nuovo oggetto di studio: la regola, divenuta ormai eccezione. Si osservi che tutto ciò avvia la dinamica di caduta circolare retrospettica, la quale è pratica impagabilmente sublime.

Suo,

Ulrico

 

- Eccelsa/o Dibattitrice/ore 6pica:

se colgo il senso delle Sue parole direi:

l'Essenza della regola diventa Essenza dell'eccezione,

ergo avremo un'Assenza dell'eccezione, in quanto tale, che non potrà giustificare la regola stessa che la determina.

a questo punto la dinamica di caduta circolare più che retrospettica è retro...

Suo/a

6pica


- Professor Ulrico Brücke:

Eccelso/a Dibattitore/rice,

non mi dilungherei sul concetto di ESSEnza una volta osservato che sia la regola che l'eccezione non fanno uso di tale lettera, la quale, pertanto, si rivela inESSEnziale rispetto ai nostri scopi.

Direi, tuttavia, che il concetto di Assenza è invece fondamentale, poichè postula l'esistenza di categorie psicotrope (seppur maschili). La inviterei ad elaborare ulteriormente su questo, per mio beneficio.

Con gratitudine,

Ulrico

 

- Eccelsa/o Dibattitrice/ore 6pica:

esimio Brucke professore Ulrico

mi domando:

La regola è antropicamente determinata: nasce e muore con l’uomo.

L’eccezione è sia ASSENZA che NEGAZIONE della regola stessa.

È antecedente e contestuale alla regola, ma è oltre ed altro rispetto a quanto l’uomo ha definito.

La definizione da parte dell’uomo di una regola per l’eccezione la rende immanente.

Se la patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, possiamo applicarla anche a oggetti immanenti?

sua

6pica


- Professor Ulrico Brücke:

Chiarissima 6pica,

la manifestazione quasi epifanica dei Suoi rilievi mi è sempre molto gradita.

Devo tuttavia dissentire rispetto all’antropicità della “regola” da Lei postulata. L’uomo può si determinare e definire regole, ma in molti casi non può far altro che osservarle, rilevarle, subirle. Si pensi alle leggi della natura o alle regolarità empiriche. Pertanto, anche l’esistenza delle regole può prescindere dall’uomo stesso. Definire, inoltre, le eccezioni contemporaneamente come ASSENZA e NEGAZIONE della regola da adito ad una capitolazione ossimorica (castanicarnica, in alcuni casi). L’eccezionalità è rivelata rispetto a cosa? Ad una regolarità, evidentemente. Una regola è dunque necessaria per l’esistenza di un’eccezione. Ma ci accontentiamo noi di una definizione residuale dell’eccezionalità? Assolutamente no. Ed è per questo che studiamo la legge che sottende l’eccezione per ribaltare tale approccio e relegare la regola alla residualità definitoria. In questo modo l’eccezione diventerà AFFERMAZIONE dell’esistenza di una regola. Ma attenzione la legge che sottende l’eccezione andrà scovata, rilevata, osservata ... ma a volte anche definita, poiché il processo definitorio è di per sé incompleto e quindi generativo di altre eccezioni. Il risultato è uno straordinario humus per l’affermazione della scienza patafisica.

E poi non dimentichi che il primo precetto della patafisica é : “Prescindere da precetti”.

Ammiratamente Suo,

Ulrico


- Eccelsa/o Dibattitrice/ore 6pica:

professore,

non posso che assistere alla capitolazione verdiridica della veridicità delle mie affermazioni, ma con gorgia affermo che la discussione è di là da finire, ma il tempo non manca in questa ed in altre vite che già abbiamo attraversato e che ancora dobbiamo attraversare.

(…)

Sua

6pica

Pubblicato il 16/12/2003 alle 18.1 nella rubrica Metodologia.

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