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Lettera Patafisica ad un’Amica nel Giorno della sua Laurea

Mia Cara,

            nel giorno della tua laurea - che presumibilmente consterà di discussione, proclamazione, fiore, brindisi, cene parentali, sbornie amicali - mi decido a scriverti una lettera che sia segno tangibile della mia discreta presenza e suono plausibile della mia indiscreta assenza.

            È proprio in siffatte occasioni che lo spirito si fa corpo e decide di condividere emozioni in forma di pasticcini e spumanti. Vengo allora con questa mia a brindare al tuo certo successo pregustando dolcezze e prelibatezze che tu maestra di manicaretti di parole avrai confezionato e raccolto nella tua tesi-guantiera alla quale spero vivamente di essere ammesso a spiluccare in tempi brevissimi. È pur vero che mi troverò, con tutta probabilità, a domare la mia ingordigia e a frenare la mano avvinta al gesto dell’attingere copioso, ma ci si sottopone volentieri al rigore della moderazione se esso garantisce l’accesso a cotante sublimi ghiottonerie.

 

Pia Chiara,

            che con devozione del tutto peculiare hai servito il supremo valore dell’apprendimento e del successo scolastico, rappresenti per me riconciliazione e pentimento al tempo stesso. Poiché colla rutilante tua presenza hai in più di un’occasione illuminato l’impervio cammino di questo giovane uomo esposto alle tentazioni e alle effimere lusinghe del peccato dando lui speranza e coraggio nei momenti di sconforto, ma hai altresì spinto lo stesso tra le braccia del peccato quando con inconsapevole leggerezza lo costringevi a rifugiarsi nei piaceri eterei e terreni della sublimazione artistica rendendoti di volta in volta complice, despota, vittima.

 

Ma chére,

            chiamerei in mio soccorso i più eleganti gallicismi al fine di rendere omaggio al tuo charme intriso, ça va sans dir, di perversione naïve. Non posso non ricordare i nostri jours français spesi tra promenades verso l’un l’altro più che verso un altrove, assaggi di durezze rocciose ammorbidite da flebili melodie di rendez-vous lungo strade volte ad est e i nostri insaississable scambi di d’identità. Ma quella che qualcuno ha chiamato «la triste fouet de la realité» violenta il ricordo e lo avvilisce disperdendone la sua dimensione trasognata.

 

“Pas chére”,

            così rispose alla mia domanda il fruttivendolo di rue de Mouffetard quando, una domenica mattina, mi premurai di comperare una mela per azzittire l’appetito del mezzodì. “Deux francs, pas chére”. Quanto si sbagliava! E’ infatti molto caro un frutto che in se racchiude il pregio della capacità di saziare e quello della capacità far tornare la mente a luoghi e momenti trascorsi che rinnovano serenità sopite senza essere percorsi da venature malinconiche.

 

Questi esempi di principi, accenni, inizi, incipit di lettere possibili ed eventuali vengono in questa sede a conforto della tesi che con il presente scritto vuolsi dimostrare:

 

la laurea è solo l’inizio.

 

Seguendo le proficue indicazioni dell’ottimo Professor Corsi e quelle del suo seguace Dottor Ricorsi si può procedere ad una prova circolare della validità eccezionale del suesposto lemma.

Dimostrazione: Si assuma che la tesi sia dimostrata. La laurea è quindi solo l’inizio. Si noterà agilmente che la laurea stessa è per sua natura dotata di tesi, cosiddetta tesi di laurea. Si può pertanto dare l’esistenza di una laurea caratterizzata da tesi volta a dimostrare che la laurea è solo l’inizio. Ma se  come abbiamo ipotizzato la laurea è solo l’inizio allora la tesi è dimostrata. Quindi, ricorsivamente dalla dimostrazione della tesi stessa discende che la laurea è solo l’inizio e il lemma è dimostrato.

            Tuttavia, non vorremmo che il lettore disattento disattenda il precetto fondamentale della Patafisica: prescindere dai precetti. Pertanto, il precetto secondo il quale sarebbe bene portare a termine ciò che si comincia è del tutto privo di senso e valore. Come l’inarrivabile Professor Leprotti ebbe modo di affermare in uno dei suoi innumerevoli lampi di verità relativa:

 

qualsiasi progetto che si rispetti è incompiuto.

 

            E conseguentemente senza timore di smentita che ci apprestiamo ad aggiungere che

 

Professor Ulrico Brücke
Patafisico - Maestro Precipitatore e Deragliatore di Poligoni

Pubblicato il 19/4/2005 alle 12.12 nella rubrica Irregolarità Empiriche.

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