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Il Paese Patafisico. Le Soluzioni Immaginarie di una Riforma Fiscale

Nel Paese Patafisico i responsabili della politica economica hanno deciso di dar prova della propria maestria nello scovare soluzioni immaginarie misurandosi per l’anno in corso con una prova estremamente complessa: la Riforma Fiscale.

L’idea di base è quella di applicare tre sole aliquote impositive: 23% (per redditi compresi tra i 14mila e i 26mila euro), 33% (26mila-33,5mila euro), 39% (oltre i 33,5mila euro + 4% per redditi superiori ai 100mila euro).

La grettezza dei numeri rende tediosa la trattazione di un sì importante argomento, per cui i luminari patafisici al governo hanno pensato bene di allietare noi tutti con una corposa iniezione di parole in buona parte apodittiche che audacemente provino a spiegare l’inspiegabile.

È noto che qui al Simposio le sfide al senso comune piacciono in sommo grado e dunque proponiamo una guida in forma di dialoghi alla mirabolante opera riformatoria. Purtroppo, le carte fornite dagli Illustri Colleghi al governo non ci permettono di fornirvi un quadro completo della riforma. Ci rimettiamo dunque alla vostra comprensione, anche in virtù dello sforzo abnorme che ha comportato il provare ad orientarsi tra le frammentarie informazioni giunte sul nostro tavolo di lavoro.

 

Così com’è stata immaginata la manovra imporrà una copertura di 6 miliardi di euro per l’anno 2005 e 7 miliardi di euro per il successivo. Trovare le risorse richiede ingegno e immaginazione. Ma i nostri Professori non si sono persi d’animo e per il 2005 hanno pensato di procedere nella seguente maniera:

  1. Un risparmio virtuale.

Professore A.  Quanto ci costerà la manovra nel primo anno?

            Professore B.   6 miliardi di euro.

Professore A.   Anche se l’applichiamo ai soli redditi maturati nel 2005 per gli scaglioni più elevati?

            Professore B.   No! In tal caso, 4 miliardi e 300 milioni di euro saranno ben sufficienti!

            Professore A.   Benissimo! Abbiamo già risparmiato quasi 2 miliardi di euro!

            Professore B.   Ottimo!

  1. Un tantum semper bonam.

Professore A.  Facciamo un condono edilizio?

            Professore B.   Non si può! Ci siamo giocati tutti i jolly!

Professore A.   Ohibò! E come è andata?

Professore B.   Mmmm … non benissimo: abbiamo appena varato una manovrina aggiuntiva di 4 miliardi con blocco delle assunzioni nella sanità per coprire il buco ed ancora dobbiamo incassare le ultime due rate del condono precedente.

Professore A.   Ci sono due rate da incassare e tu dici che va male? Proroghiamone il pagamento al 2005 con previsione di incasso di 2 miliardi!

            Professore B.   E quest’anno?

            Professore A.   L’hai detto tu: c’è la manovrina!

            Professore B.   Sei certo che non ribuchiamo il prossimo anno?

Professore A.   L’unica cosa certa è che abbiamo appena trovato altri due miliardi!

Professore B.   Geniale, collega! Geniale!

  1. Meno imposte più tasse!

Professore A.  Aumentiamo gli introiti da marche da bollo e concessioni!

            Professore B.   Ma sono tasse! Non dovevamo abbassarle?

Professore A.   Intanto abbassiamo le imposte…

Professore B.   E se poi se ne accorgono che per abbassare le imposte aumentiamo le tasse?

Professore A.   Suvvia, collega! Basta dire che abbiamo tagliato le tasse senza specificare …

            Professore B.   E quanto facciamo da bolli e concessioni?

            Professore A.   Metti solo 550 milioni altrimenti le specificazioni se le fanno da soli …

  1. Taglie e tagli.

Professore A.  Dunque … tagliamo i consumi intermedi della pubblica amministrazione.

Professore B.   Ma avevamo già tagliato … poi finisce che come dice la Ragioneria si “compromette l’ordinario funzionamento dei servizi erogati”!

Professore A.   Ma no! Noi tagliamo gli sprechi!

Professore B.   E chi è che spreca?

Professore A.   E che ne so? Se la vedranno loro. Chi spreca sarà costretto a sprecar meno…

            Professore B.   E chi non spreca? Comprometterà l’ordin…

Professore A.   Senti, tu le vuoi tagliare le tasse o no? Allora facciamo così: di a Calderone di mettere una taglia su chi spreca (con incasso nel 2008) e intanto tagliamo le spese per 600 milioni quest’anno.

            Professore B.   Si può fare. Chiamo Calderone.

  1. Escoriandoli.

Professore A.  Uff … quante scartoffie!

Professore B.   Abbiamo accumulato qualche tonnellata di rifiuti … ma almeno la carta è biodegradabile.

Professore A.   Rifiuti biodegradabili… mmm … ma certo: le scorie!

Professore B.   Le scorie?

Professore A.   Certo! Le scorie nucleari! Abbiamo dato alla Sogin un sacco di soldi negli ultimi anni facciamocene restituire un po’!

Professore B.   Ma servono per smaltire le scorie! Abbiamo dovuto pure subire la “ritirata di Scanzano”!

Professore A.   Glieli abbiamo dati per smaltire i rifiuti radioattivi o no? I rifiuti sono stati smaltiti?

            Professore B.   Non ancora.

Professore A.   Allora è come se i nostri soldi li avessero rifiutati! Fatti ridare 100 milioni di euro all’anno da qui al 2008.

            Professore B.   Ma poi a Scanzano si r’incazzano! Scoppieranno polemiche …

Professore A.   Con le polemiche facciamo come abbiamo fatto finora…

Professore B.   Cioè?

Professore A.   Le scanziamo.

Professore B.   Sarà …

  1. Della spirale autocoprente.

Professore A.  Quanto manca …

Professore B.   Ancora parecchio.

Professore A.   A volte mi chiedo perché ci è venuto in mente di promettere questa roba!

Professore B.   Beh … non serviva a rilanciare l’economia?

Professore A.   Rilanciare l’economia! Caro collega, tu sei un genio!

Professore B.   Ma non ho fatto nulla …

Professore A.   Come nulla. Seguimi: noi abbassiamo le tasse per rilanciare l’economia. Vero?

Professore B.   Vero.

Professore A.   Infatti, se abbassiamo le tasse aumentano i consumi …

Professore B.   Beh … non è detto: dipende dalla propensione al consumo di chi gode dei maggiori risparmi fiscali e poi il Professor Tramonti diceva che, con questo chiaro di luna, se dai i soldi agli italiani questi li mettono sotto al mattone, perché non si fidano …

Professore A.   Ma quale mattone? Se gli diamo più soldi, gli italiani consumano di più. E se consumano di più pagano più IVA. E se pagano più IVA noi abbiamo più soldi per coprire … dunque segni 400 milioni di autocopertura per il 2005.

Professore B.   Mah! Speriamo almeno che l’autocoperta non sia troppo corta …

 

Questi dialoghi presentano un approccio alla ricerca delle soluzioni immaginarie che dispiega tutto il suo potenziale patafisico, facendosi beffa dei vincoli che quel mostro chiamato realtà cerca di imporre alla mente umana.

Analoghe e più mirabolanti iniziative sono state ipotizzate per la copertura del 2006. Per comodità del lettore le enumeriamo sinteticamente: 300 milioni da turn-over degli statali, 200 milioni di risparmio professorale (perché anche noi docenti ci sacrifichiamo per amor di scienza), 1,2 miliardi da consumi intermedi, 100 milioni da smaltimento scorie radioattive, 300 milioni da lotterie e giochi vari (l’aspetto ludico della questione non va sottovalutato), 600 milioni da acconti ire e irap (se la manovra si fa che almeno paghino con un po’ d’anticipo…così … per gratitudine), 340 milioni da tasse sulla  cooperazione, 1,1 miliardi da imposte di bollo e concessioni (+ tasse – tasse), 1 miliardo dalle sigarette (così espressioni come “un patrimonio mandato in fumo” avranno finalmente un significato letterale e non solo figurato)…

 

A quest’umile apprendista della Suprema Scienza patafisica non resta che complimentarsi con gli Illustri Colleghi al governo per la loro sbalorditiva impresa.

 

Il Simposio attende con fiducia un encore. Forse una manovrina. Chissà … magari già a marzo 2005!

Pubblicato il 29/11/2004 alle 11.43 nella rubrica Il Paese Patafisico.

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