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TesiPatafisiche
il blog dell'Instabile Simposio Patafisico
19 aprile 2005
Lettera Patafisica ad un’Amica nel Giorno della sua Laurea

Mia Cara,

            nel giorno della tua laurea - che presumibilmente consterà di discussione, proclamazione, fiore, brindisi, cene parentali, sbornie amicali - mi decido a scriverti una lettera che sia segno tangibile della mia discreta presenza e suono plausibile della mia indiscreta assenza.

            È proprio in siffatte occasioni che lo spirito si fa corpo e decide di condividere emozioni in forma di pasticcini e spumanti. Vengo allora con questa mia a brindare al tuo certo successo pregustando dolcezze e prelibatezze che tu maestra di manicaretti di parole avrai confezionato e raccolto nella tua tesi-guantiera alla quale spero vivamente di essere ammesso a spiluccare in tempi brevissimi. È pur vero che mi troverò, con tutta probabilità, a domare la mia ingordigia e a frenare la mano avvinta al gesto dell’attingere copioso, ma ci si sottopone volentieri al rigore della moderazione se esso garantisce l’accesso a cotante sublimi ghiottonerie.

 

Pia Chiara,

            che con devozione del tutto peculiare hai servito il supremo valore dell’apprendimento e del successo scolastico, rappresenti per me riconciliazione e pentimento al tempo stesso. Poiché colla rutilante tua presenza hai in più di un’occasione illuminato l’impervio cammino di questo giovane uomo esposto alle tentazioni e alle effimere lusinghe del peccato dando lui speranza e coraggio nei momenti di sconforto, ma hai altresì spinto lo stesso tra le braccia del peccato quando con inconsapevole leggerezza lo costringevi a rifugiarsi nei piaceri eterei e terreni della sublimazione artistica rendendoti di volta in volta complice, despota, vittima.

 

Ma chére,

            chiamerei in mio soccorso i più eleganti gallicismi al fine di rendere omaggio al tuo charme intriso, ça va sans dir, di perversione naïve. Non posso non ricordare i nostri jours français spesi tra promenades verso l’un l’altro più che verso un altrove, assaggi di durezze rocciose ammorbidite da flebili melodie di rendez-vous lungo strade volte ad est e i nostri insaississable scambi di d’identità. Ma quella che qualcuno ha chiamato «la triste fouet de la realité» violenta il ricordo e lo avvilisce disperdendone la sua dimensione trasognata.

 

“Pas chére”,

            così rispose alla mia domanda il fruttivendolo di rue de Mouffetard quando, una domenica mattina, mi premurai di comperare una mela per azzittire l’appetito del mezzodì. “Deux francs, pas chére”. Quanto si sbagliava! E’ infatti molto caro un frutto che in se racchiude il pregio della capacità di saziare e quello della capacità far tornare la mente a luoghi e momenti trascorsi che rinnovano serenità sopite senza essere percorsi da venature malinconiche.

 

Questi esempi di principi, accenni, inizi, incipit di lettere possibili ed eventuali vengono in questa sede a conforto della tesi che con il presente scritto vuolsi dimostrare:

 

la laurea è solo l’inizio.

 

Seguendo le proficue indicazioni dell’ottimo Professor Corsi e quelle del suo seguace Dottor Ricorsi si può procedere ad una prova circolare della validità eccezionale del suesposto lemma.

Dimostrazione: Si assuma che la tesi sia dimostrata. La laurea è quindi solo l’inizio. Si noterà agilmente che la laurea stessa è per sua natura dotata di tesi, cosiddetta tesi di laurea. Si può pertanto dare l’esistenza di una laurea caratterizzata da tesi volta a dimostrare che la laurea è solo l’inizio. Ma se  come abbiamo ipotizzato la laurea è solo l’inizio allora la tesi è dimostrata. Quindi, ricorsivamente dalla dimostrazione della tesi stessa discende che la laurea è solo l’inizio e il lemma è dimostrato.

            Tuttavia, non vorremmo che il lettore disattento disattenda il precetto fondamentale della Patafisica: prescindere dai precetti. Pertanto, il precetto secondo il quale sarebbe bene portare a termine ciò che si comincia è del tutto privo di senso e valore. Come l’inarrivabile Professor Leprotti ebbe modo di affermare in uno dei suoi innumerevoli lampi di verità relativa:

 

qualsiasi progetto che si rispetti è incompiuto.

 

            E conseguentemente senza timore di smentita che ci apprestiamo ad aggiungere che

 

Professor Ulrico Brücke
Patafisico - Maestro Precipitatore e Deragliatore di Poligoni




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5 aprile 2004
Una Tecnica per l’Eliminazione della Devianza

Supponiamo esistano tre insiemi di soggetti: A, B, C.

Supponiamo che essi siano composti rispettivamente da un numero di soggetti pari a nA, nB, nC. Quindi la popolazione di riferimento è pari a N = nA + nB + nC.

Tra le numerosità degli insiemi intercorre la seguente relazione: nA < nB ≤ nC.

I soggetti degli insiemi B e C demandano a quelli dell’insieme A il potere di regolamentazione dell’attività dei gruppi.

Esiste un sottoinsieme K costituito da elementi di disturbo. Gli elementi di disturbo appartengono ad ogni insieme originario secondo le seguenti numerosità kA, kB, kC. Anche tra queste intercorre una relazione del tipo kA < kB ≤ kC.

Su mandato degli insiemi B e C, i soggetti dell’insieme A decidono di eliminare gli elementi di disturbo poiché essi deviano dai canoni comportamentali stabiliti per mezzo di apposite regolamentazioni.

Come fare?

Una modalità d’intervento è la seguente:

  1. Si osserva che la porzione più ampia del sottoinsieme K è rappresentata dai devianti appartenenti al gruppo C. Si decide dunque di concentrare la propria azione in via preliminare sui kC soggetti in questione.
  2. Si cerca di stabilire quali siano le caratteristiche comuni dei kC soggetti in modo da stabilire un profilo di deviante. Ciò renderebbe l’azione persecutoria più agevole.
  3. La più lampante caratteristica comune ai kC soggetti è che essi appartengono tutti al gruppo C. Da questo e dalle differenti numerosità dei sottogruppi discende che chi appartiene al gruppo C è un potenziale deviante. L’implicita definizione di devianza è dunque: appartenere al gruppo C.

A questo punto, a fronte di un evento di disturbo, ove ci si trovasse dinnanzi a tre potenziali disturbatori a1, b1 e c1, alla domanda “chi è stato?” dovremmo rispondere:

c1 poiché il suo profilo è più simile a quello di un deviante.

Si procederà dunque all’eliminazione di questo elemento per poi passare a c2, c3, … fino all’esaurimento degli elementi dell’insieme C.

Se si proseguisse con questa logica dovremmo osservare, in momenti successivi, l’eliminazione dei soggetti appartenenti al gruppo B e in fine quelli appartenenti al gruppo A in una spirale di “definizione di devianza” – “elisione” che condurrebbe all’eliminazione dell’intera popolazione.

Ciò in realtà non accade. Perché?

Perché al punto 2 si è deciso di stabilire un concetto di devianza ed al punto 3 se ne sono decisi i criteri di definizione. Ma tali decisioni sono state prese in via autonoma del gruppo A, il quale aveva avuto si un mandato ad eliminare gli elementi disturbo, ma non quello a farlo in un dato modo.

Pertanto il gruppo A avrà sempre la possibilità di decidere quando fermare il processo di eliminazione della devianza.

Ma saranno stati eliminati gli elementi di disturbo?

Nella migliore delle ipotesi si sarà soppresso un gruppo per eliminare una parte di essi. Il problema è che nulla ci assicura che i kC soggetti appartenenti al gruppo C deviassero più dei kA soggetti appartenenti al gruppo A. Sapevamo solo che erano in numero maggiore ma nulla rispetto all’intensità del disturbo arrecato.

Ma si era deciso che loro deviassero più degli altri.




 

 


Per chi volesse approfondire il tema:


Kelling G. L., Coles C. M., Wilson J. Q., 1996, Fixing Boken Windows: Restoring Order and Reducing Crime in Our Communities, Free Press


Wacquant L., 2000, Parola d’ordine: Tolleranza Zero (La trasformazione dello stato penale nella società neoliberale), Feltrinelli




Questo post non è necessariamente patafisico.




permalink | inviato da il 5/4/2004 alle 1:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
2 febbraio 2004
Della Rivolta Patafisica

All’Eccelso/a Dibattitore/rice,

con immutata stima

 

Quello della rivolta è concetto caro allo studioso patafisico. Non è forse lo studio del Particolare un moto di opposizione alla Legge del Generale?  L’implicita marzialità di tale legge non conferisce alla rivolta i connotati dell’insubordinazione? Ed il Patafisico non auspica, forse, l’Obiezione al Rito-Scienza?

Ma attenzione!

Ove il contesto fosse eminentemente patafisico, rivoltarsi vorrebbe dire, non solo indagare l’eccezione, ma praticare l’eccezione. Eccepire, dunque, è modus rivoltandi, per quanto questa espressione possa causare ribrezzo.

Eppure, eccepire con regolarità tradisce un'altra attitudine che è propria dello Spirito di Contraddizione. Tale status poco si confà al Patafisico, poiché involuto e non in(trinsecamente)voluto come la rivolta, la quale, per essere credibile, non è sempre resa manifesta ed esplicitata ma soltanto rivolta in volta.

L’Eccepitore si preoccuperà di circostanziare, pur fatta salva la nomadologia del Barnum, per non apparire regolare oppositore, ergo Eccipiente (nel senso di “sostanza inerte”).

Ben venga, dunque, il rivolgersi rivoltosamente! Ma sia rigoroso e assuma forma di confutazione melodiosa.

Insomma, parafrasando il mai troppo compianto Alberto che soleva sostenere

Mi rivolto. Dunque siamo

diremo

Mi rivolto, dunque. Piano.

 

Professor Ulrico Brücke




permalink | inviato da il 2/2/2004 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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Professor Ulrico Brücke
Patafisico
Maestro Precipitatore e Deragliatore di Poligoni

Ospite: g - EsuLamentatore


Cos'è la Patafisica?
"La Patafisica, la cui etimologia deve scriversi epì
 (metà tà fysikà) e l'ortografia reale Patafisica... è la scienza di ciò che si aggiunge alla metafisica, sia in essa, sia fuori di essa, estendendosi così ampiamente al di là di questa quanto questa al di là della fisica... la Patafisica sarà soprattutto la scienza del particolare, per quanto si dica che non vi è scienza se non del generale. Studierà le leggi che reggono le eccezioni e spiegherà l'universo supplementare a questo; o meno ambiziosamente descriverà un universo che si può vedere e che forse si deve vedere al posto del tradizionale...
DEFINIZIONE - La Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità."
In Alfred Jarry, Gestes et opinions du Docteur Faustroll, pataphysicien, Paris 1911. Trad. It. di C. Rugafiori, Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, Milano, Adelphi Ed., marzo 1984.


un jet d'écume
L’essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori su tutto. In effetti, sembra che le masse stiano sempre dalla parte del torto, e che gli individui abbiano sempre ragione. Bisogna tuttavia stare attenti a non dedurre nessuna regola di condotta da questa constatazione: certe regole non hanno bisogno di essere formulate per essere eseguite. Solo due cose contano: l’amore, in tutte le sue forme, con ragazze graziose, e la musica di New Orleans o di Duke Ellington...
Boris Vian


 


Dopo il sinistro occorso al Maggiolino, il gentile concessionario ha messo a disposizione i seguenti mezzi di trasporto:

 


Legalità Patafisica
Tutti i materiali originali del Prof. Brücke qui pubblicati sono rigorosamente copyleft: possono essere riprodotti, modificati, distribuiti, trasmessi, ripubblicati, deformati, informati, centrifugati, masticati o in altro modo utilizzati, in tutto o in parte, senza il preventivo consenso(hassenso?) del Prof. Brücke, a condizione che tali impieghi avvengano per finalità di studio e ricerca patafisici o comunque per usi privati e non commerciali e che sia citata ben visibilmente la fonte:
http://tesipatafisiche.ilcannocchiale.it/.


 Qualcuno sostiene che l'omosessualità e le coppie di fatto (gay e non) siano un'eccezione. Ragion per cui l'Instabile Simposio Patafisico aderisce con vigore a: http://www.unpacsavanti.it/

 

 


Il Simposio dà una mano ai leaders dell'Unione.

 

 


Il Professore legge abitualmente


Table of Contents

Il Paese Patafisico

1. Delle Ragioni per le Quali l’Italia è da Considerarsi la Patria Elettiva dei Patafisici 13.12.2003

2. Di ciò che è giusto 15.12.2003

3. Di ciò che informa 23.12.2003

4. Della Patafisicità del Gioco. Il Caso dell'Italia del Monopoli nella sua Particolare Generalità 12.01.2004

5. Il Paese Patafisico. Di Ciò Che Unisce ovvero "Il Partito Riformista". 28.01.2003

6. L’Assenza di un Conservatorismo Italiano e le Colpe della Sinistra 23.02.2004

7. Della stampa autorevole 23.03.2004

8. Dichiarazione di Voto Virtuale 12.06.2004

9. Le Soluzioni Immaginarie di una Riforma Fiscale 29.12.2004

10. Sentenze e Onorabilità 13.12.2004

 

Metodologia

1. Della regolarità eccezionale 16.12.2003

2. Della rivolta patafisica 02.02.2004

3. Una Tecnica per l’Eliminazione della Devianza 05.04.2004

 

Teoremi e Dimostrazioni

1. Risposta per le righe del Prof. Brücke ad un post ad Egli dedicato 17.12.2003

2. Del Processo Stocastico Umano e delle Pataragioni alla Base dell'Inattendibilità dell'Amatobene 18.01.2004

 

Fenomenologia dei Post

1. Oggetti n. 1, 2 e 3 03.02.2004

2. Oggetti n. 4, 5 e 6 17.02.2004

3. Oggetti n. 7, 8 e 9 06.03.2004

4. Sordiana. Oggetti n. 10, 11 e 12 11.04.2004

5. Oggetto Unico dell’Esimio Riformatore 19.05.2004


ConSonanti Patafisiche

1. C di Corleone 04.05.2004

 

Gli EsuLamenti di g

1. Della Novità dei Neocons 01.02.2004

2. Nel Segno di Violante: Solidarietà ai Ragazzi che Sbagliano 10.02.2004

3. Basta con gli Intellettuali Barboni 09.03.2004

4. Visto che Gino Strada non vi piace … 26.03.2004

5. Aridatece gli Eroi Veri 16.04.2004